ITS Contest 2026: Trieste, la moda che nasce e le storie che restano
Ci sono eventi che non vivi solo come giornalista o osservatrice. Ma come parte di una storia. ITS Contest è esattamente questo per me. Anni e anni a tornare a Trieste, lo stesso vento, la stessa energia – ma sempre volti nuovi. E ogni volta la stessa sensazione: qui qualcosa inizia davvero. Non in modo rumoroso, non spettacolare. Ma in silenzio, nelle idee.

Foto: ITS

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Trieste, in questi giorni, ha una luce diversa. Non solo per il mare, ma per le persone che arrivano da ogni parte del mondo – giovani, sensibili, coraggiosi. Con collezioni che non sono solo abiti, ma pensieri. A volte persino fragilità tradotte in tessuto. ITS Arcademy – Museum of Art in Fashion non è solo uno spazio espositivo. È un luogo di dialogo. Tra generazioni, tra estetica e realtà, tra ciò che la moda è – e ciò che diventerà.

Foto: Getty

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E proprio la dimensione espositiva quest’anno si arricchisce di qualcosa di speciale. Accanto a Rise and Shine, la mostra che accoglie i lavori dei dieci designer selezionati, prende vita anche un progetto che va oltre la moda intesa in senso tradizionale. EXPOSURE – Quando il mondo ti guarda, curata da Tom Eerebout, è una riflessione potente su come nasce un’immagine. Su come si costruisce un’icona. Su come la moda diventa linguaggio attraverso cui parlano Harry Styles, Lady Gaga, e molte altre figure della cultura contemporanea.

Foto: ITS

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Non è una mostra silenziosa. È visiva, intensa, quasi intima. Racconta quel momento in cui un abito smette di essere solo un abito e diventa identità. Ed è proprio in questo dialogo – tra chi sta iniziando e chi è già icona – che ITS trova una delle sue dimensioni più profonde. Da una parte l’inizio. Dall’altra l’apice. In mezzo, il processo. L’edizione 2026 conferma ancora una volta la forza di questo progetto. Oltre 700 candidature da 74 Paesi, dieci designer selezionati. Dieci visioni. Dieci modi diversi di leggere il presente. E poi arriva quel momento in cui un nome si distingue in modo particolare: Chloé Reners.

Foto: ITS – Chloë Reners
La sua presenza non è rumorosa, ma estremamente autorevole. Il suo lavoro rivela una maturità rara, una capacità di equilibrio tra ricerca e visione. La menzione speciale della giuria non è solo un riconoscimento, ma un segnale chiaro: c’è in lei un potenziale che guarda lontano. Una voce femminile necessaria, capace di portare direzione in un sistema che ha ancora bisogno di nuovi equilibri. ITS Contest non è mai stato semplicemente un concorso. È una piattaforma. Un punto di partenza. A volte una svolta. Dal 2002, grazie alla visione di Barbara Franchin, ha accompagnato talenti che oggi guidano alcune delle più importanti maison internazionali. E forse è proprio questa la sua forza più silenziosa: non crea solo momenti, ma percorsi.

Foto: ITS

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I designer ricevono supporto, residenze, visibilità. Ma ciò che conta davvero è altro. Essere visti. Essere riconosciuti. Sapere che la propria visione ha valore. Accanto a Chloë, molti altri progetti raccontano una moda che non è più superficie, ma riflessione: sostenibilità, identità, materiali, memoria. La moda qui diventa linguaggio. Diventa risposta. Diventa domanda. Ed è forse per questo che ITS resta così attuale. Perché non cerca la perfezione. Cerca la verità. Per me, ogni ITS è anche qualcosa di profondamente personale. Un ritorno. Un promemoria. Del perché amo questo mondo. Non per lo spettacolo, ma per le persone. Per le storie. Per quel momento preciso in cui incontri qualcuno all’inizio del suo percorso – e capisci che stai assistendo a qualcosa che crescerà.

Foto: ITS

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Foto: ITS – Tom Eerebout

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Quando lascio Trieste, porto sempre via qualcosa. Non tendenze. Non immagini. Un’emozione. La certezza che la moda, quella vera, sa ancora sognare.

