Alleniamoci a essere grati

La pratica della gratitudine é, come ogni cosa, frutto di costante allenamento e disciplina mentale e comportamentale. Non è semplice essere grati di fronte a persone arroganti e presuntuose, prive di rispetto e comprensione. Non è semplice essere grati per un evento spiacevole, per un rapporto finito male, per un trauma di qualsiasi genere. Eppure, senza queste esperienze negative la nostra vita sarebbe alquanto piatta e sopratutto non ci sarebbe modo di crescere. Inoltre va ricordata sempre una cosa: non possiamo influenzare gli eventi che accadono, peró possiamo sempre scegliere come reagire.

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La gratitudine va quindi allenata e un bun punto di partenza é quello di partire dal pensiero, parola e azione del momento presente, che poi sono  l’anteprima della realtà futura. Rimanere nel qui ed ora non solo é sano, ma ci permette anche di percepire meglio ció che effettivamente abbiamo, senza pensare troppo a quello che invece non c’é. Purtroppo non siamo educati solo da messaggi incoraggianti e positivi, ansi, spesso ciò che ci è stato trasferito ha a che fare con il senso di colpa, la paura, il dubbio, frutto di ogni problema della vita. Come fare in queste situazioni? Incredibile ma vero, eppure imparare a respirare profondamente aiuta molto. Provare gratitudine per ció che sentiamo, anche se non ci piace molto, é un passo importantissimo per andare avanti e diventare migliori. Attivare una frequenza energetica di perdono, gratitudine e amore, diffonde la stessa frequenza attorno a noi, proprio come una musica in una stanza, vivere con tale livello di consapevolezza ci dà un ritorno delle stesse energie.

Essere grati vuol dire entrare in uno stato d’azione. Infatti la gratitudine non é una sorta di felicità sterile che l’uomo dovrebbe provare per attrarre a sé cose, eventi e situazioni favorevoli alla sua esistenza. Non va comunque dimenticato che ogni meccanismo presente in tutto l’universo ha lo scopo di favorire la nostra esistenza. La gratitudine permette all’individuo di comprendere una verità fondamentale: che egli è il beneficiario principale di questi miracoli. Metterla in pratica vuol dire facilitarsi la vita e condurre se stessi a una connessione più profonda con la vera natura delle cose. Un ottimo esercizio é quello di tenere un diario giornaliero della gratitudine, scrivendo delle piccole cose, che sono tante e importantissime: la macchina che ci porta al lavoro, la penna che scrive, gli occhi che vedono, le gambe che camminano. L’elenco é praticamente infinito.

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E poi non dimentichiamo che la gratitudine é proprio un meccanismo di purificazione interna.

 

 

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