Cosa mettete al primo posto?

Non é che vi venga richiesto di spostare le montagne, quanto piuttosto di innamorarvi della vita, di trasformarvi in un tornado di gratitudine, felicitá e di accettare quello che vi viene offerto. Cambiare il mondo é alquanto difficile, peró possiamo iniziare in maniera molto semplice, diventando delle persone presenti, avendo compassione e un cuore caldo, che possa rendere piú felici non solo noi stessi, ma anche chi ci sta accanto. Stavo ragionando sul fatto che ho troppo poco per le mie amiche, sebbene mi piaccia da matti la compagnia delle donne, sono troppo occupata a fare calcoli, a inventare il mio universo, ad aprire e chiudere porte, che nel bel mezzo mi dimentico delle piccole cose che mi rendono felice. Scrivo piccole, perché ad esempio prendere un caffé in compagnia non é un progetto stratosferico, ma se non hai il tempo necessario, allora si puó trasformare in qualcosa di grande. E qui ci dimentichiamo che siamo noi e solo noi a tracciare la lista delle prioritá. Care mie, cosa mettete al primo posto?

Foto e make-up: Biljana Babič

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Diventare mamma mi ha donato tante cose e non mi ha portato via nulla, se non il tempo che avevo per me stessa. Se per caso avete la fortuna da avere a casa un folletto che vi corre costantemente dietro, allora di certo sapete di cosa sto parlando. Al centro del mio universo c’é Sofia, ma da qualche parte, in qualche angolino semi nascosto, ci sono anche io, con le mie idee, i miei desideri e soprattutto i miei bisogno. Noi donne siamo specialiste a metterci non al secondo, ma all’ultimo posto, solitamente anche dopo il cane e il gatto (ma se in casa ci sono un pappagallo o una tartaruga il discorso é comunque lo stesso), dimenticandoci che, se non ci occupiamo dei nostri bisogni e quindi della nostra felicitá, anche chi ci circonda non potrá essere sereno. Quest’anno é indubbiamente iniziato all’insegna dei buoni propositi, con tante promesse su come metteró, almeno ogni tanto, me stessa davanti a tutto, su come andró al cinema, perché mi piacciono i film sullo schermo gigante, su come avró piú tempo per quei “caffé e pettegolezzi” che non servono a molto, peró  ti accarezzano l’anima. E sí, riprenderó a fare ginnastica, a scrivere il diario, a essere me stessa. É fantastico avere 40 anni e riprendersi la vita.

Foto e make-up: Biljana Babič

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La vera felicitá é quella che riusciamo a cogliere nei momenti quotidiani, nelle cose super semplici, come il profumo del caffé alla mattina, le lenzuola pulite alla domenica, una passeggiata in un bosco incantato, la mano di tuo figlio che stringe la tua. Piccole, grandi cose, senza la quali saremo completamente diversi. Mi immergo nella nuvola di profumo di mia madre, per scoprire con piacere che a 80 anni usa ancora Chanel. Un odore buono, che mi conforta e mi fa ricordare come il tempo passa, ma io sono sempre la sua bambina. Oppure il dopobarba di mio padre, perennemente Christian Dior, caldo e veloce, ma al contempo intenso cosí, come é lui, ti fa sapere che é presente, sebbene se ne stia in silenzio sul divano in soggiorno. In questi giorni mi sembra di captare meglio il mio mondo, di sentire piú profondamente le cose che fanno parte della mia vita e le metto tutte al primo posto, per non fare preferenze, perché sono le mie persone, la mia famiglia. Siamo come alberi dalle radici profondissime, impossibili da sradicare e sempre pieni di germogli verdi pronti a raccontare la propria storia.

Foto e make-up: Biljana Babič

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Cosí alla mattina mi alzo e vado al lavoro, ma sono leggera come una libellula. Ho lasciato fedelmente custoditi nel 2018 i segreti che mi mantenevano silenziosa, ho chiuso nei cassetti della mia scrivania tempi disumani con i quali arrancavo per tutte le salite del mondo, ho lasciato sotto il piumino i brutti pensieri. Perché sono convinta che gennaio possa portare solo bene. Una nuova pagina, un nuovo capitolo, un nuovo anno. E cosí mi armo di stilografica e diario e incomincio a stilare la mia lista delle cose importanti. E sapete che vi dico? So esattamente cosa mettere al primo posto.

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