Il mio viaggio a Hallstatt

Adoro viaggiare e ho la fortuna di vivere a cavallo tra Italia, Austria, Slovenia e Croazia. Ogni nazione, a modo suo, offre davvero tanto da vedere ed esplorare. Non mi stanco mai di fare le valige e partire, perché ogni partenza segna l’inizio di una nuova avventura. Durante la stagione fredda mi piace stare in Austria; trovo le montagne magnifiche, la quiete é quasi irreale e il cibo super calorico mi fa stare bene. Un iter iniziato l’anno scorso, quando mia figlia Sofia ha iniziato a sciare. E quest’anno proseguo con localitá nuove e piene di fascino, tra le quali c’é indubbiamente Hallstatt.

Hallstatt

Foto: Zen

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Probabilmente si tratta del luogo piú instagrammato di sempre, un lago stupendo incastrato tra le montagne, una storia incredibile e densa di mistero, le tracce dei Celti, la miniera del sale nel cuore della montagna. Un posto fiabesco che incanta sin dal primo momento, 800 anime sfidate dai tanti, troppi turisti che puntualmente visitano questa cittadina. D’estate é il delirio, durante la bassa stagione invece tutto si calma, sebbene gli autobus non manchino e neppure gli asiatici con la macchina fotografica, che fanno i selfie pure davanti alle tombe del cimitero, mentre io mi giro dall’altra parte, profondamente imbarazzata di appartenere al genere essere umano. Non mi piace criticare, ma alcune cose vanno davvero oltre il buon gusto.

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Hallstatt é oggi considerato una vera perla e rientra nella classifica dei borghi più belli d’Europa. Il centro storico fu costruito nel 1500 ed é tutt’oggi il centro del paese. Tutti gli edifici sono colorati, spesso attraversati da alberi magici che sembrano davvero usciti da un libro di rituali del passato. Qui si respira un’atmosfera incredibile, difficile da descrivere. É come se il paese non fosse abitato, ma poi scopri che i pochi abitanti ci sono, e sono abbastanza stufi del via vai rumoroso di gente. Il fatto é che il turista oggi non rispetta il luogo e probabilmente non lo capisce neppure. Hallstatt non é un posto dover urlare per strada, direi piuttosto che é un posto tranquillo e mistico dove ritrovare se stessi.

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Mi cattura anche la visita all’ossario, l’unico nel suo genere a livello mondiale. Per raggiungerlo bisogna andare al cimitero, proprio alle sue spalle. Qui c’è una piccola cappella dove all’interno, come accade negli ossari, si trovano le ossa dei defunti. Trattandosi di un cimitero molto piccolo i defunti venivano riesumati dopo non più di 15 o 20 anni e i teschi venivano prima puliti, poi sbiancati alla luce del sole e della luna, con un rito davvero speciale, e infine dipinti con rose, lettere e numeri, per essere poi esposti. Oggi chiaramente le cose sono cambiate e questo grazie alle cremazioni sempre in aumento che non hanno reso necessario rimuovere le ossa. Tuttavia esiste anche oggi la possibilitá, per gli abitanti del posto, di fare testamento e richiedere esplicitamente lo spostamento del proprio teschio, dopo 20 anni, nell ossario. É anche un modo per porre omaggio all’anima delle persone defunte. Per non dimenticare.

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Non mi stupisce che Hallstatt nel 1997 è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO. Passeggiare tra le strette viuzze di Hallstatt d’inverno è davvero molto romantico. Ricche di sali e scendi, ogni piccola via lascia intravedere il suggestivo panorama vista lago che di tanto in tanto si apre su piccole terrazze panoramiche per la gioia degli appassionati di fotografia. Il lago regala riflessi e giochi di luce e ombre che cambiano colore ad ogni ora della giornata, per cui prendetevi del tempo per gustarvi l’incredibile panorama!

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Hallstatt

Se decidete di visitare questa cittadina cosí stupenda e unica, vi consiglio di armarvi di un po’ di pazienza. Durante il giorno infatti i turisti sono davvero tanti. I Cinesi adorano qusta cittá al punto da averne riprodotta una copia tale e quale nella provincia di Guangdong, nel sud della Cina, nel 2012. Il piccolo borgo di Hallstatt Cinese non solo viene frequentato dai turisti ma è diventato un vero e proprio borgo residenziale per i cinesi più facoltosi; ecco spiegato dunque, il grande afflusso di asiatici da queste parti. In ogni caso io ci ritorneró di certo, su questo non ci puove.

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