Pensieri di donna a conclusione di un anno non proprio facile

Non sono prettamente una che a fine anno fa le liste, anche se adoro scrivere e attualmente tengo tre diari, senza contare le mie parole sul web. Le liste sono, piú che altro mentali: cose da fare, parole da dire, pensieri da elaborare, a volte anche persone da dimenticare. C’è una parola che la mia cara amica Francesca ama usare spesso e ho scoperto che adoro prenderla in prestito: scremare. Scremare scelte, relazioni, amicizie, alleggerire la vita e sollevarsi da qualche responsabilità non proprio necessaria, anche perchè noi donne siamo delle vere e proprie specialiste nel mettere nello zaino immaginario tutto, compreso ciò che neppure ci appartiene. Così, più o meno a metà anno (o a metà vita), ti rendi conto di portare sulle spalle cose che non sono tue e che non servono a molto, se non a rinforzare i muscoli della schiena, ma quelli ormai sono ben tosti. E a fine anno penso proprio a questo, a come alleggerirmi da persone, parole, eventi, come scremare le notizie al telegiornale e i discorsi che capti cosí, quasi casualmente, ai centri commerciali, perchè le parole lasciano sempre un segno, che a volte è evidente, altre invece si sviluppa col tempo per poi trasformarsi in piaga.

Foto: Zen

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Se il 2021 mi ha regalato qualcosa, allora direi che è la capacità di aspettare. Se all’inizio era un attendere tempi migliori, poi la mia anima mi ha dato un calcio nel sedere facendomi spostare dalla stupenda zona di conforto e costringendomi a esplorare e trovare strade nuove. Perchè aspettare va bene, nel senso di avere la pace dentro, ma senza rimpianti, tristezza o pensieri rivolti al passato. Esiste solo il momento presente e tanto vale renderlo brillante. Quindi è stato un anno di scoperte, sperimentazioni e tante parole, che mi hanno resa piú forte, equilibrata e sempre meno interessata alle persone che non favoriscono la mia crescita. Non vorrei sembrasse brutto da scrivere, ma sono sempre piú convinta che non tutti debbano per forza far parte della nostra strada, alcuni idrocefali si possono comodamente dribblare e lasciare in altra sede. Amen.

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È stato anche un anno nel quale l’indifferenza si è fatta sentire, sfociando da ogni buco possibile, frutto di comunicazioni di massa sbagliate e rapporti e rapportini che ci hanno veramente riempito le scatole. Da qui a diventare indifferenti il passo è breve, perchè quando non ce la fai piú chiudi semplicemente la porta e fai finta che nulla stia accadendo. Ma poi mi è venuto il dubbio, che magari fosse anche questo un piano generale, creare indifferenza tra le persone, perchè da soli non siamo nulla, insieme siamo potenti. Come disse a suo tempo Elie Wiesel:

L’opposto dell’amore non è l’odio, è l’indifferenza. L’opposto della bellezza non è la bruttezza, è l’indifferenza. A sua volta, l’opposto della fede non è l’eresia, è l’indifferenza. E l’opposto della vita non è la morte, ma l’indifferenza tra la vita e la morte

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Scavando in me stessa scopro sempre una sfumatura nuova, che non ha un colore ben definito, è un po’ come il Very Peri, colore del 2022 scelto da Pantone, una tonalità che, sorprendentemente, ancora non esiste, quindi aperta a quasi tutte le gradazioni di viola comprese tra il blu e il rosso. Come vedete, le scelte sono sempre tante, non solo nella scala colori, ma nella vita in generale.

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Nel 2021 mi sono anche stufata prima, perchè piú mi avvicino ai 50 anni e piú mi rendo conto che la vita è un soffio, quindi non vedo perchè dovrei consumarla a fare cose che non mi piacciano, a covare pensieri che non mi rendono piú felice, o a incontrare persone-sanguisuga che da te vogliono tutto, però non sanno darti nulla. Ma se a gennaio ne ero arrabbiata e offesa, a dicembre ho finalmente capito che non danno solo perchè non hanno nulla da dare. Il vuoto mi ha fatto paura e ho scelto di prendere un’altra strada, anche di campagna e coi procioni, che sono comunque bestiole simpatiche, molto piú di certi umani. Poi mi viene in mente Maria Teresa di Calcutta e penso che, davvero, una su un miliardo come lei, tanto di cappello a chi ascolta le storie altrui e sa assorbirle senza venir avvelenato.

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Quindi, amiche mie, per farla breve, anche se non è semplice, direi che il 2021 è stato un anno super e di Covid, ovviamente, non voglio parlare. Non perchè lo abbia chiuso in cantina, anche se mi piacerebbe, piú che altro perchè sono sempre piú convinta che mantenere un attitudine positiva e felice contribuisca a far andar via prima le cose brutte. In questo momento non ho liste particolari di desideri da avverare, ma sono davvero molto concentrata su me stessa e sul percorso che ho davanti e dal quale vorrei solo una cosa: che mi facesse diventare una persona migliore, in tutti i sensi. Se poi esiste un Dio, l’Universo, il re Sole o la sorella Luna, ho ancora un piccolo desiderio: imparare a dire piú spesso no, perchè è una splendida parola che può risolvere, con largo anticipo, tante situazioni sgradevoli.

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Buon anno amiche mie e che il 2022 sia splendente e affascinante, un vero principe a cavallo, anche perchè in caso contrario è risaputo che noi siamo streghe, quindi vale la pena non farci arrabbiare.

 

2 Comments

  1. Anna

    Lorella…condivido tutto ciò che hai scritto sembra che tu lo abbia fatto per me…..incredibile ma la penso esattamente come te.

    Passa una splendida notte di fine d’anno assieme ai tuoi cari e……un 2022 davvero ma per davvero migliore denso di gioia e amore.

    Auguroni (anche a mamma Isabella)!!!!

    • Lorella Flego

      Grazie cara Anna, mi fa davvero piacere! Un abbraccio e ogni bene!

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