Un saluto all’estate

Le vacanze estive hanno un che di quelle natalizie, pur con le dovute correzioni e il rientro a settembre odora di anno nuovo. Anzi è ancora piú importante di capodanno, perchè non ci sono liste di desideri ne alberi da preparare, non ci sono grandi cene e commiati al lavoro, non ci sono buoni propositi e promesse, ci siamo solo noi e ció che siamo diventati. Ecco, settembre per me profuma anche di morte. Ma se la parola morte ha solitamente una nota negativa in questo cosa non c’è; è una sorta di chiusura di un portale, una luce che lentamente si spegne per cedere spazio al buio, al silenzio e alla calma dentro di noi. Settembre è un mese di crescita, nel quale ci possiamo rendere conto in modo lampante di tutto ció che abbiamo seminato e di quanto poi potremo raccogliere.

Foto: Zen

Foto: Zen

Foto: Zen

Foto: Zen

Foto: Zen

Nell’autunno e nelle variazioni incontrate dalla natura possiamo cogliere uno spunto per riflettere sul cambiamento. Gli alberi in particolare, nel loro mutare colori, spogliarsi e ricaricarsi di foglie, fiori, frutti, sono emblema della ciclicità delle stagioni e dei mutamenti, e, a differenza nostra, affrontano variazioni e distacchi senza sofferenza. Lasciano andare e sono certa che nessuno stia lì, con le braccia tese verso al cielo a chiedersi se la prossima stagione i germogli ritorneranno o meno. Ritornano e basta. Forse dagli alberi potremmo imparare molto. La loro presenza come guardiani del Pianeta viene spesso data per scontata. Forse gli alberi, se potessero parlarci e ascoltarci, vorrebbero che li ringraziassimo e chissà, magari non ci farebbe male un po’ di gratitudine in piú, accompagnata dalla consapevolezza del momento presente. Gli alberi ci insegnano anche l’importanza della pazienza e di saper attendere il raggiungimento di un traguardo, senza rinunciare alla prima difficoltà.

Foto: Zen

Foto: Zen

Foto: Zen

Foto: Zen

Foto: Zen

Ammetto. In un certo senso vorrei tenermi questa pelle ambrata fino al prossimo giugno e affrontare non solo l’autunno, ma anche l’inverno, con il sole sul corpo. E invece lo potró portare solo nel cuore, come ricordo di un’altra estate straordinaria, con mille cose da fare, viaggi e persone da ricordare, con l’azzurro del mare e il bianco costume – rimane tra i miei preferiti. E in effetti l’estate è leggera e variopinta come un quadro perfetto, cosī sospesa nel tempo e quasi staccata da ció che siamo nella via di ogni giorno. Per me l’estate è quella stagione nella quale posso dare il meglio di me stessa, perchè è sempre una partenza e poi un ritorno che ti porta ad essere diversa. Ecco cosa faró a settembre: andró alla ricerca delle mie tante sfumature e mi divertiró a costruire un nuovo puzzle, per scoprire dove sono arrivata e cosa ho imparato.

Foto: Zen

Foto: Zen

Foto: Zen

Foto: Zen

Foto: Zen

Ho riso tantissimo e sudato facendo ginnastica, ho fatto acquisti pazzi nel mio negozio preferito e ho fermato il tempo, ancora una volta alla ricerca del momento perfetto. E sì, c’è stato, ma non solo una volta, mille e se avessi una bacchetta magica ritornerei sempre indietro, ma la vita mi ha insegnato che vale sempre la pena andare avanti, scoprire nuove strade, innamorarsi delle persone, credere in se stessi, amarsi e fidarsi dell’intuizione. Sopratutto noi donne, tutte figlie delle stesse streghe, così connesse con la Luna, che proprio ad agosto ho ammirato in tutte le sue fasi e ancora una volta mi sono sentita viva, magica, parte di un ciclo molto piú grande e importante di ciò che si possa pensare. Ecco, l’estate serve a questo, con un colpo di coda sa dar una svolta a ció che sei e poco importa se non ti senti ancora pronta.

Foto: Zen

Foto: Zen

Foto: Zen

Foto: Zen

Foto: Zen

E poi ci sono colori, profumi e ricordi che si inseriscono nella nostra anima, facendo vibrare ogni singola corda.

**Costume e vestaglia di pizzo Chicwish**

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.