Tutti abbiamo pensato di sparire

Non so per quale motivo, ma la parola “evaporare” porta in se qualcosa di positivo e piacevole. Mi ricorda una nuvola, oppure una tazza di the bollente preso alla sera. Mi ricorda qualcosa di molto leggero che però sa sparire. Puf, cosí, senza un motivo apparente. Ho letto casualmente un articolo su un fenomeno giapponese, chiamato johatsu e che indica “gli evaporati”, ovvero le persone che, per un motivo o per l’altro decidono di sparire e crearsi una nuova vita, ovviamente in un altro posto e con un’identità completamente diversa. Evaporando lasciano mogli, paranti, figli, a volte invece lasciano solo un sacco di problemi e regalano a se stessi la speranza di una vita diversa.

Foto: Zen

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Ora vi starete chiedendo come mai scrivo di questo; il fatto è che questo articolo mi ha fatto molto pensare al giudizio delle persone. Siamo liberi, eppure non lo siamo, cosí spesso intrappolati in rapporti che non ci soddisfano e opinioni che non abbiamo chiesto. Vicini e parenti vengono messi al primo posto e cosí ci dimentichiamo dei nostri bisogni. Gli amici si dimostrano tutto, tranne che amici e chi ha divorziato o ha troncato relazioni importanti sa di cosa parlo: la gente si schiera, lo fa sempre, e nel mezzo parla, giudica e si sente libera, se non quasi in dovere, di dare un’opinione, anche quando non è chiesta, ne tanto meno necessaria. Evaporare è sí una scelta estrema, ma forse non esagero dicendo che tutti, almeno una volta, ci abbiamo fatto un pensierino. In fondo mollare tutto vuol dire anche inziare da zero. E darsi un’occasione.

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Forse nella vita non ho imparato tante cose, ma conservo ben intatte parecchie cicatrici che mi hanno fatta riflettere. Le più profonde non sono certo quelle che ho ottenuto da bambina, saltando da una roccia all’altra, ma quelle regalatemi dall’esperienza. In fondo senza cicatrici non si cresce. E allora ecco che siamo la somma di ciò che abbiamo nell’anima, niente di più e niente di meno. In questo incredibile processo evolutivo bisognerebbe anche capire, se non altro con l’arrivo della maturità, quanto siano importanti le parole che usiamo. Si fermano nell’aria, rimbombano in testa, ci raggiungono nel cuore e molte volte non se ne sanno più andare. Inconsapevoli di quello che possono creare negli altri, le diciamo e basta, innescando un sortilegio che rischia di avere le sue conseguenze. Con troppa facilità ci prendiamo il diritto di giudicare e parlare di affari che non sono nostri e che, tra l’altro, molto spesso, hanno ben poche connessioni con la nostra vita.

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Non che io sia una santa, per carità, ma so starmene zitta e muta quando non sono interpellata e, anzi, molte volte lo faccio anche quando mi si chiede un parere. Il fatto è che la vita è sempre piena di sorprese e a volte sa farti lo sgambetto dietro all’angolo, proprio mentre stai percependo il tuo attimo perfetto. Tutto si evolve e nulla è statico, quindi su questa altalena oggi stai tra le nuvole e domani in fondo allo stagno. Lezioni semplici, che tuttavia non tutti conoscono, anzi, oserei dire che la grande maggioranza di noi fa davvero tanta fatica a mettersi nei panni altrui. Non so bene se sia una questione di empatia o mancato interesse, fatto sta che viene a mancare un clic ed è decisamente un clic che fa la differnza. “Una volta il cane e una volta la lepre” direbbe mia madre e in queste semplici parole si racchiude l’essenza dell’universo. Magari è proprio vero, che per risparmiarci qualche batosta basta imparare a comportarsi meglio.

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Evaporare non è una soluzione che sento vicina e spero che non sia mai cosí. Al contempo mi rendo conto di quante realtà ci siano nella vita e di quanto le persone possano venir ferite. A volte anche a causa nostra. Un giudizio negativo, o ancor peggio cattivo, ha sempre delle conseguenze, anche quando viene detto in modo ironico, in realtà bisognerebbe ricordarsi, che non farebbe mai ridere il diretto interessato. Questa linea cinica, che molto spesso viene confusa con l’arguzia, è solo una grande mancanza di tatto ed educazione. In questa spirale di rapporti e parole cerco sempre di ricordarmi che anche io sono stata, almeno una volta, dall’altra parte e non è stato piacevole. Tutti sbagliamo e molte volte le nostre decisioni sono dettate da pensieri che non vogliamo condividere con il mondo. E va bene cosi.

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Attendendo l’autunno, con i suoi colori strepitosi e le foglie croccanti, mi godo le tarde serate estive, con il sole basso e la pace nel cuore. Ancora una volta consapevole, che tutto è al suo posto.

2 Comments

  1. Anna

    Che poesia ….è un piacere leggerti!
    A me…viene spesso l’istinto di “evaporare”….sogno di andarmene a vivere in un posticino di montagna…immersa nel silenzio della natura…..

    Anch’io attendo l’autunno…golosona come sono di castagne,cachi,uva………e poi quella brezza fresca che ti accarezza il viso….

    • Lorella Flego

      Che bello cara Anna…un grande abbraccio! E grazie per essere sempre presente! xoxo

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