Il caffé dei perché

Vi devo proprio raccontare la storia di questo libro, che é magica quanto il suo contenuto e forse giá lo conoscete. Il caffé dei perché, di John P. Strelecky, risale al 2003, quindi non é una pubblicazione nuova, ma come ogni libro degno di nota é arrivato nelle mie mani in modo alquanto strano. Devo dirvi che sono a casa da un bel po’, intrappolata tra la bronchite e la polmonite e non me la passo proprio bene, ma per fortuna mi confortano i libri e questo é uno di quelli che non dimentichi. Mi é stato recapitato come regalo via posta, in una grande busta, ma senza nota, quindi non capivo chi me l’avesse mandato. Piú tardi ho scoperto che si trattava di un regalo legato all’abbonamento di una rivista, fatto tra l’altro per sbaglio, quindi la coincidenza diventa ancora piú strana. Beh, comunque sia, il libro non l’ho restituito e me lo sono letta d’un fiato, diró di piú: mi ha raggiunta proprio nel momento giusto.

Foto: Zen

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É la storia di John, che si trova in un Caffé alquanto strano, con un menú ancora piú strano, sul quale ci sono tre domande alle quali deve rispondere. Tutte hanno a che fare con il significato della vita, col perché siamo qui e soprattutto se ci sentiamo soddisfatti e felici, se dentro di noi sappiamo di stare soddisfacendo in pieno il proposito della nostra esistenza. Mi piace sempre approfondire discorsi di questo tipo, in quanto sono convinta che non ci sia mai troppa introspezione, anzi, le persone sono ben contente di occuparsi dei vicini di casa e poco inclini a far pulizia in se stesse. Cosí ho incominciato a scavare e scavare, per capire a che punto sono io e mi ha molto colpito uno dei dialoghi del libro, in cui la cameriera gli spiega che ha mollato il lavoro di prima per un semplice motivo. Si era messa in testa di fare, per almeno un’ora al giorno, qualcosa che le piacesse da morire e che andasse a soddisfare il suo desiderio di felicitá. Poi questa ora si é trasformata in due ore, poi in tre, poi mezza giornata e alla fine ha scoperto che é proprio possibile fare ció che si desidera ed essere completamente felici. Basta volerlo. Quindi ha cambiato vita.

Foto: Zen

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Mi sono chiesta a quale bivio mi trovi ora, perché la vita é una sorta di serpentina tra salite e discese, con molti incroci, semafori e rotonde e prendere la strada sbagliata, o per meglio dire una strada diversa da ció che pensavamo o da ció che il mondo si aspettava, é davvero semplice. Non é prettamente semplice scegliere, consapevolmente, di fare ció che ci piace. Anzi, siamo fin troppo attenti a ció che gli altri pensano di noi e quindi pensare alla propria felicitá puó risultare non solo difficile, ma farci sentire pure egoisti. Il mio caffé dei perché contiene ancora piú domande di quelle nel libro di Strelecky e sul menú di ogni giorno ci sono davvero troppe domande che probabilmente non troveranno risposta. Immagino che stare in pace con se stessi voglia dire anche non aspettarsi piú soluzioni o risposte dagli altri, ma semplicemente accettare e, come fa la tartaruga gigante descritta nel libro, andare con la corrente. In questo modo non solo nuotare diventa piú facile, ma si risparmiano anche energie da utilizzare per altre cose.

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Ho avuto un mese di pulizia delle persone che, immagino, non mi servono piú. Avrei di gran lunga preferito pulire il mio armadio, anche perché mi sembra comunque piú facile donare abiti a chi ha bisogno che non scoprire quanto chi ti sta accanto sia in realtá una persona che non conosci. E quando tutto tocca il settore dell’amicizia, beh, allora divento ancora piú sensibile e attenta a cambiamenti che preferirei non dover affrontare. Eppure…in tutto questo c’é anche del buono, anzi, direi che ci sia solo del buono, cosa che accade spesso in situazioni di questo tipo, soprattutto quando smettiamo di opporci all’universo e capiamo che, in effetti, solo la corrente giusta ci puó portare avanti, tutto il resto é nuotare contro il mondo, ma innanzitutto contro a se stessi. Ecco, questa é la situazione. Tra polmonite, libro, pulizie di vario tipo e tanto piú tempo per me stessa ho potuto tirare le somme e concludere che il mio sistema immunitario sará anche collassato, peró ora sono pronta a tornare piú in forma che mai.

Foto: Zen

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E sapete che vi dico? Sul menú del mio Cffé dei perché ho, finalmente, qualche domanda in meno e qualche risposta in piú.

1 Comment

  1. Maura

    Buongiorno Lorella Flego, prima di tutto le faccio i miei auguri di pronta guarigione. A riguardo il tema del giorno mi trovi proprio in questa situazione e non so cosa fare.

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