La cultura della velocità ha le sue conseguenze

Se vi dovesse mai capitare di prendere in mano un qualsiasi libro o giornale dedicato al vivere bene, di certo trovereste una frase che giá conoscete:

Non é importante la meta ma il percorso.

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Ok, sembra quasi un cliché, ma se ci pensate bene alla strada non diamo più importanza, immersi come siamo nel bisogno di raggiungere la meta, ad ogni costo, anche se molte volte per noi non é neppure importante, però ci hanno fatto credere che sia così. Il nostro organismo è perennemente sovra-stimolatoLe alte scariche di adrenalina sono costanti e lo stesso succede con il cortisolo, l’ormone dello stress. Agiscono come un psicoattivo dentro al corpo e ci creano dipendenza. Il multitasking poi é il male del nostro tempo, come se essere super veloci e ovviamente alquanto superficiali in tutto fosse un pregio. Si presuppone che, realizzando diverse attività ad una grande velocità e allo stesso tempo, si è efficienti.

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In tutto questo fuggi fuggi non é difficile perdere se stessi. É un po’ come dimenticarsi della bussola naturale che regola le nostre azioni e focalizzarsi su cose che, alla fine, non hanno neppure importanza. Lo vedo su me stessa. Lavorare molto ha i suoi pregi, ma se poi non hai il tempo per goderteli, fermarti per un caffé, un libro, o per fare quello che ti piace, allora della vita cosa hai capito? É questo che dobbiamo chiederci. La cultura della velocitá ha le sue conseguenze, spesso anche a livello fisico; io per prima alzo la mano. Quando il troppo scoppia perdo la voce e addio lavoro, non posso fare più nulla, ma é proprio il corpo che mi ferma quando io non voglio fermarmi. E fa bene, così almeno imparo la lezione, per lo meno fino alla prossima dose massiccia di stress, ovviamente mai necessario, eppure…

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Se ci pensate bene il mondo è pieno di cianfrusaglie, scarpe che si rompono dopo poco e idee che passano come le mode. É tutto un usa e getta, che facilmente si insinua anche tra le persone, nei rapporti di amicizia e d’amore. Nella nostra cultura è importante fare tanto, anche se si stringe poco. Non è importante se ci piace o meno ciò che facciamo o se lo facciamo in modo unico. Senza rendercene contro abbiamo dimenticato come godere dei piccoli piaceri quotidiani. Questi si possono provare solo quando si vive con calma. Quindi se ogni tanto tiriamo il freno a mano e ci fermiamo, non vuol dire che siamo incompetenti o egoisti. Vuol dire solo amare la vita.

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