Quell’invidia al femminile che è sempre tra noi

Per alcuni è una questione di storia e cultura, per altri è insita nel nostro dna, per altri ancora è semplicemente una difesa che scatta quando non ci sentiamo all’altezza e c’è un’altra che, invece, lo è. Ma perchè noi donne continuiamo a farci sangue amaro e a combatterci a vicenda, invece che supportarci e spronare l’un l’altra a fare meglio? Mi sa che questo quesito non avrà mai una risposta soddisfacente. Quando tra donne entra in gioco l’invidia é una passione silenziosa, non dichiarata, sottile e insidiosa. E più va avanti più diventa forte, ma non colpisce tanto il bersaglio, quanto chi la prova. Mia mamma me l’ha sempre detto: l’invidia fa diventare brutte.

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Eppure a me piace parlare di sorellanza, di un’amicizia al femminile che va ben oltre il fatto di stare insieme. È un percepirsi, sentirsi e rispettarsi sempre, con la consapevolezza di avere molte cose in comune e che, insieme, possiamo essere indubbiamente piú forti. L’invidia non si elimina, ma si può domare. Il primo passo è riconoscere che ognuna di noi può provarla. Il secondo è opporre alla passione negativa una positiva. Così possiamo invidiare una persona, ma anche provare simpatia per lei. La cosa fondamentale è non desiderare di ferire, perchè l’invidia molte volte porta proprio a questo: ferire gratuitamente, senza conoscere, giudicare, pettegolare e fare del male. Non dimentichiamo che i sentimenti di partenza arrivano sempre da noi stesse e non dalla persona invidiata.

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L’invidia inoltre ruba tanta energia. È un po’ come quando rinvanghiamo il passato e non ci rendiamo conto che, tornando sempre a quel punto, non andiamo avanti e sabotiamo noi stesse. È quindi una passione triste, che ci depotenzia. San Tommaso d’Aquino diceva che nasce da un sentimento di diminuzione del proprio essere. Non la si confessa perché farlo significa ammettere la propria sconfitta, il che è più grave nella società di oggi che ci vorrebbe tutti vincenti. Impariamo allora ad essere empatiche, cerchiamo di capire che la vita è, proprio per tutti, un susseguirsi di alti e bassi, che non ha senso criticare quando non conosciamo, o nascondersi dietro a identità false per tirare frecciate sui social network. Cercare di distruggere la felicità dell’altro non ci renderà mai piú felici.

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Eppure scagli la prima pietra chi non l’ha mai provata. Ma conoscendo tutti i meccanismi subdoli del nostro cervello, possiamo per lo meno metterci all’opera per riconoscerli e bloccarli in tempo. Perchè l’invidia è un sentimento devastanteperché che la vita dell’invidioso, il quale si consuma al pensiero che ciò che non può ottenere debba essere distrutto. Lo scopo è quello di non soffrire per aver visto una cosa molta desiderabile, e non poterla possedere. Il problema è che, la maggior parte delle volte, pur essendo cattive, invidiose e piene di disprezzo, la cosa desiderata, comunque, non la otteniamo.

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