Ricominciare ogni qualvolta lo desiderate

Dall’America mi arriva il messaggio di un amico che, in occasione della Giornata del Ringraziamento dice così: sono grato di averti e te lo volevo dire. Poche parole che mi hanno fatto pensare. Già, gran bella cosa la gratitudine e ancora più bello non dare mai le cose per scontate, perchè non lo sono. E le persone ancora di meno.

Foto: Zen

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Pensando alla mia vita posso dire di aver avuto davvero tantissimo e so anche di essermelo guadagnata da sola. Ho avuto la fortuna di stare spesso al posto giusto, ma anche la fortuna di non conoscere porte chiuse, non perchè non ci siano state, direi piuttosto che sono diventata esperta nel trovare qualsiasi tipo di finestra. Aperta o chiusa, poco importa, una via c’è sempre se solo la vuoi trovare. Spesso mi chiedo come sarei stata se avessi fatto scelte diverse, dove sarei andata se non fossi stata così legata alla famiglia, quale posto nel mondo mi avrebbe affascinata e che tipo di persone avrebbero avuto la mia simpatia. E puntualmente concludo che in fondo non basta una vita sola per fare tutto ció che uno vorrebbe fare.

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Dicembre è il mese dei resoconti. Una sorta di tirare le somme per fare il punto di dove ci si trova. Le luci appese alla città, che spesso si riflettono nelle pozzanghere, sembrano angioletti sospesi in aria. Non sbattono le ali, ma mi guardano comunque con affetto, proprio come quando ero bambina. In un certo senso nulla è cambiato. In questi giorni festeggio il compleanno di mia mamma, 82 anni e una storia intensa alle spalle. Una storia di donna forte, coraggiosa, spesso anche contro corrente. Mi ritrovo nei suoi occhi blu, anche se i miei sono diversi, decisamente più chiari e anche molto più connessi al cuore. Da questo punto di vista credo che in me ci sia molto di mia zia ed è incredibile notare come il filo continui, seppur invisibile, tra generazioni di femmine che hanno sempre saputo vivere a 100 all’ora.

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Oggi piove e seduta in macchina guardo con calma le gocce d’acqua che si rincorrono sul vetro. Da bambina mi immaginavo gare di velocitá e non avendo nulla di più interessante da fare, seduta sul sedile posteriore della macchina, le seguivo con il dito nel loro percorso, fino a che insieme a mamma e papá non raggiungevamo la nostra meta. Altro che il tablet di mia figlia, Instagram e TikTok. Mi chiedo spesso quando è successo esattamente che la vita ci è sfuggita là dentro, finendo in una sorta di spirale torbida dalla quale è impossibile uscire. Non sono nostalgica, peró pensandoci bene da bambini noi vivevamo meglio e magari ci sbucciavamo le ginocchia, prendevamo due ceffoni, a tavola si stava seduti e alle 19.30 si era a letto. Eppure in questa generazione c’era qualcosa di fantasticamente reale e credo che sia rimasta ancora oggi.

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Mi aspetta il resoconto di fine anno, non sulla carta, ma piuttosto dentro a me stessa. Mi riprometto sempre di essere migliore, di fare meno errori, di donare di più e di lasciar andare tutto ció che mi fa soffrire. E devo dire che negli anni sono migliorata, mi voglio più bene e mi preoccupo di meno delle cose che non posso controllare. Questo mi ha donato felicità e spensieratezza e anche una chance concreta di ricominciare ogni qualvolta lo desidero. Per questo amo i diari e le loro pagine bianche, sono inizi stupendi da riempire con noi stessi.

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