Non ammiro la loro vita, e questo mi basta

Ci sono verità che arrivano in punta di piedi e poi ti spalancano il petto come una porta che finalmente decide di aprirsi. Non fanno rumore, non hanno bisogno di annunciarsi. Semplicemente arrivano, e in quell’arrivo tutto ciò che hai vissuto fino a quel momento assume una forma nuova. Una di queste verità è questa: nessuno, tra quelli che hanno provato a sminuirti, vive una vita che tu ammiri. Nessuno. E quando lo realizzi davvero — non solo con la testa, ma con il cuore — accade qualcosa di immenso: si spezza un filo invisibile che teneva legati il tuo valore e il loro giudizio.

Foto: Zen

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Le parole che tentano di farti più piccola non provengono mai da persone luminose, realizzate, pacificate. Non arrivano da chi vola alto. Arrivano sempre da chi vive nella mancanza, da chi non tollera la luce altrui perché fatica a riconoscere la propria. Sono echi di insicurezze, proiezioni di ferite non guarite, tentativi goffi di ristabilire un equilibrio che non hanno mai trovato dentro di sé. Sono ombre, e come tutte le ombre esistono solo quando qualcosa o qualcuno blocca la luce. Ma la tua luce non è bloccata. La tua luce è vista — e per questo disturbante.

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Una volta compreso che non ammiri le loro vite, avviene la liberazione: il loro parere perde autorità, il loro sguardo si ridimensiona, le loro parole scivolano senza lasciare segni. Perché non ammirare significa che non desideri essere come loro. Non desideri ciò che hanno, ciò che rappresentano, il loro modo di vivere o di guardare il mondo. Significa che il tuo riferimento è altrove:
nei luoghi che vuoi raggiungere, nelle persone che ti ispirano veramente, nei valori che scegli ogni giorno. E se non ammiro la tua vita, perché dovrei lasciare che la tua opinione condizioni la mia?

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Chi segue il proprio cammino con coraggio non ha bisogno di dimostrare niente a nessuno. Si muove in avanti. Respira a pieni polmoni. Sceglie la propria pace. E soprattutto non spreca energie per farsi capire da chi non ha mai fatto lo sforzo di capire se stesso. Il tuo passo è più alto. Il tuo cuore conosce direzioni che loro non hanno mai osato esplorare. Tu vivi dove loro non hanno avuto il coraggio di spingersi. E non c’è arroganza in questo. C’è verità.

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Quando comprendi tutto questo, non senti più la necessità di rispondere, difenderti o ribattere. Le mani che cercavano di trattenerti al suolo si aprono da sole, perché non trovano più nulla da afferrare. La tua energia è diventata troppo ampia, troppo viva per essere contenuta nella loro cornice limitata. Lasciare andare, a quel punto, è naturale. Non lo fai per loro, lo fai per te. Perché ti sei accorta che ciò che ti stava trattenendo non aveva alcun valore, né alcuna bellezza da offrirti.

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La grandezza non discute. Non elemosina conferme. Non si nasconde per non disturbare. La grandezza fa ciò che deve fare: si mostra, esiste, brilla. E non sceglie chi la vede: vengono attratti spontaneamente solo coloro che hanno occhi capaci di riconoscerla. Gli altri vedono solo un fastidio, un’eco troppo forte, una luce che non vogliono guardare. Ma questo non è affar tuo.

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Non ammirare la loro vita ti libera da tutto ciò che non merita spazio nella tua. Ti restituisce lucidità, leggerezza, movimento. Cancella la paura di non essere abbastanza e la sostituisce con una verità limpida: sei più che abbastanza, lo sei sempre stata, e non è mai stato il loro sguardo a determinare la tua grandezza. La tua strada è avanti, non attorno. La tua luce è tua, non condivisa. Il tuo valore è intrinseco, non negoziabile.

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E sapere che nessuno di loro vive una vita che ammireresti… è già tutto ciò che ti serve per continuare a camminare in alto.

 

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