Rituali magici di donne

Bruciare legni, resine e fiori secchi mi fa sentire bene. Non posso fare giri di parole, è proprio una sensazione che arriva dal profondo, risvegliando in m antiche emozioni. Una sorta di deja vu di qualcosa che è già stato e di molto altro, che ha ancora da venire. Questo rituale magico ha il potere di mettere a posto le cose, fermare il tempo e ancorarmi a terra, per quanto sia sempre propensa a spiccare il volo. Ma rimanere qui ed ora non è assolutamente male, anzi, mi permette di cogliere le mille sfumature di una vita imperfetta, ma al contempo stupenda, proprio perchè tale. Ritrovo la morbidezza di uno scialle in cachemire recuperato dall’armadio della vecchia vita, accendo le candele che questo autunno si sono tinte di arancione e mi inebrio con l’arancio, lo zenzero e la cannella. Intorno a me il silenzio di questo bosco che mi abbraccia, rendendomi quieta e serena.

Foto: Zen per Atelier Rebul

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Credo che in ognuna di noi ci sia un pizzico di paganesimo e molto di una Dea. Creiamo la vita e questo è il nostro super potere. Ma non solo quello: siamo magiche, intuitive, ci sappiamo adattare, leggiamo il pensiero dei figli e spesso anche quello dei mariti, ci tuffiamo in situazioni enormi e poi le sbricioliamo come niente fosse. La giustizia è la consapevolezza interiore che ogni atto porta conseguenze che vanno affrontate responsabilmente. L’amore per noi stesse deve venir messo al primo posto come forza motrice per cambiare le cose e renderle migliori. Ritrovare l’equilibrio vuol dire aprire il cuore e ascoltare. Non solo sentire, ma ascoltare. Ho sempre pensato che dentro a noi c’è tutto ciò di cui abbiamo bisogno, segreti, conoscenze, saperi, storia, ci sono tracce di ciò che siamo state e tantissimi sentieri da percorrere oggi.

Foto: Zen per Atelier Rebul

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Sono i piccoli gesti a rendere uniche le nostre vite. Gli incontri che facciamo con noi stessi, lo scoprirci per ciò che siamo realmente, il nostro silenzioso girovagare alla ricerca della verità, pur sapendo di averla nel cuore. Il resto è solo un battito d’ali, timido e veloce, che puoi sentire o semplicemente ignorare, ma è dentro di te, come un segno distintivo di ciò che sei. In questo autunno, sorprendentemente, ho trovato me stessa.

 

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