Siamo opere d’arte, ognuno a modo suo

Cosí disse Herman Hesse

Moltissimi rimangono per sempre aggrappati a questo scoglio e dolorosamente attaccati per tutta la vita al passato irrevocabile, al sogno del paradiso perduto che è fra tutti i sogni il peggiore e il più micidiale.

Foto: Zen

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Tutti ci siamo trovati in situazioni difficile, che tante volte sembrano ingigantirsi la notte, quando andiamo a dormire e ci ritroviamo intrappolate nell’abbraccio morboso di pensieri che non se ne vogliono proprio andare. Vivere con lo sguardo rivolto allo specchietto retrovisore del nostro passato non è consigliabile né sano. Ora, per quanto frustrante possa sembrare, dobbiamo capire un aspetto importante: è normale. Siamo essere umani e abbiamo piú di qualche sbaglio, ma al contempo abbiamo anche le chiavi per uscire da qualsiasi situazione negativa. Il primo passo, per quanto sia logico, ma non per questo facile, é: decidere.

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Recentemente ho visto su Youtube un video bellissimo, di un ragazzo con in mano un vaso completamente rotto e poi reincollato. I cocci creavano crepe e aperture dalle quali filtrava una luce bianca, come se il vaso fosse illuminato dall’interno. Una bellissima metafora di quello che siamo noi: vasi piú o meno rotti, con tanta luce all’interno, che quando esce da queste crepe perfino magiche, crea effetti incredibilmente belli e unici. In realtá possiamo dire che sono proprio i cocci rimessi insieme a rendere unico il vaso. Siamo opere d’arte, ognuno a modo suo.

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Quando la vita ci affligge, non serve a nulla voltarsi dall’altra parte né sbattere la testa contro un muro per la disperazione. A differenza di quello che possiamo pensare, siamo preparati a superare il dolore in ogni sua forma e sfumatura. I cocci rotti possono essere incollati di nuovo e persino “cicatrizzarsi”, saldando un materiale più resistente. Non è purtroppo ancora stato inventato quel farmaco in grado di spegnere la nostalgia, di cancellare il dolore causato da un’assenza, una perdita, o una situazione che difficilmente accettiamo. A volte é molto difficile trovare in se stessi le parole giuste, o semplicemente capire cosa poter fare per sentirsi meglio. Tuttavia é molto importante gestire le crisi o le situazioni spiacevoli in modo evitare che lo stress si cronicizzi.

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Il più delle volte ci preoccupiamo per ciò che è stato e per ciò che sarà. Proprio in questa dicotomia tra passato e futuro nasce quel malessere che ci confonde e ci fa soffrire. Mi consola pensare che abbiamo esperienze comuni, che é proprio vero il fatto che non siamo soli e che non puó piovere per sempre. Se oggi guardo indietro, e non lo faccio volentieri, mi sento derubata di due mesi della mia vita. Non posso dire che il 2020, ormai giá per metá passato, sia stato un anno fortunato, eppure mi ha comunque donato qualcosa. Piú tempo con mia figlia, l’occasione di pensare a quanto nulla sia eterno oppure ovvio, la possbilitá di vedere le persone anche sotto un altro punto di vista. Tra quarantena e distanze sociali, sono cadute alcune maschere e l’Universo mi ha mostrato il volto nascosto di chi pensavo di conoscere.

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Gli scogli ai quali rimaniamo attaccati sembrano, di primo acchito, ancore di salvataggio. In realtá sono zavorre che non sappiamo lasciare e che per gran parte della vita ci portiamo dietro, sentendo non solo il peso, ma anche l’obbligo di questa trasferta. Cambiare é difficile, lo é anche lasciare situazioni che conosciamo e valutiamo come nostre. Ma la fluiditá della vita é imprevedibile e a volte mi piace credere che, dietro a una scelta difficile o a una situazione dolorosa, ci sia un arcobaleno incredibile. Ed é lí solo per me.

Outfit: blusa e gonna Chicwish, sandali Steve Madden, anelli Bronzallure.  

 

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