Quelle cose semplici, che non dovrebbero mai essere complicate

A volte basta uno sguardo per abbracciare una persona. Accoglierla nella tua vita senza bisogno di parole, donarle un sorriso per farle capire che é importante, regalarle qualche attimo di silenzio condiviso, per farle sapere che sei lí, pronta ad accompagnare i suoi momenti piú duri. I legami tra le persone sono ponti che collegano anime diverse e allo stesso tempo uguali, tutte parte di un disegno infinito, tutte abitanti sotto lo stesso cielo di stelle. E ad agosto ne ho viste tante, anche una cadente, che prontamente di é presa il mio desiderio.

Foto: Zen

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La semplicitá ci rende grandi, il saper passare sopra le cose senza rimuginarci troppo, ci rende piú forti. Se l’autunno é la stagione dei nuovi inizi, l’estate é quella dei compromessi, quando scendi a patti con te stesso e ti rimetti in gioco, senza maschera, con la convinzione che ora ci puoi essere solo tu. É un nuovo riscoprirsi, immersi nel ritmo delle onde, che vanno e vengono, come gli eventi e le persone, a volte lasciando segni indelebili, altre invece allontanandosi e basta. In questo cullare di emozioni e sentimenti ritrovo le amiche di una volta, i sentimenti veri, il caffé preso sulle rocce in spiaggia e i capelli lunghissimi di mia figlia, libera da ogni costrizione, selvaggia come avrei voluto essere io. Mi fermo un attimo per notare che tutto é come deve essere, al posto giusto. E la vita profuma di lavanda.

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In questa vita ormai trasformata in un attimo che fugge, le cose semplici sono diventate complicate. La modernità porta con sé fantastici progressi che dovremmo sfruttare al massimo, ma al contempo é possibile imparare a dare valore ad aspetti del passato che possono tornarci utili e che sembriamo aver dimenticato. Ritrovo il valore del pane fatto in casa, spalmato con la marmellata di albicocca, del succo di arance fresche spremute alla mattina, del pesce arrostito con il rosmarino e l’olio d’oliva. Ritrovo con immenso piacere la possibilitá di andare in giro in pantaloncini corti e scalza dal giorno alla sera, senza curarmi di nulla, se non del desiderio piú intimo di sentirmi libera. Viviamo in un’epoca di contraddizioni in cui fatti estremamente complessi sono diventati semplici e le cose semplici sono diventate complicate. Al giorno d’oggi è relativamente facile mettere in contatto punti del pianeta distanti, e in pochi minuti, ma ottenere un saluto dal vicino può diventare un’impresa.

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In mente mi gira una frase di Ernest Hemingway:”L’uomo che ha iniziato a vivere seriamente dentro di sé inizia a vivere in modo più semplice da fuori.” Chissá, magari in questa estate ho finalmente ritrovato me stessa.

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